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Dicembre 2006
Il freddo e i disordini alimentari sono i nemici della salute di dicembre,
che mette a dura prova sia i bronchi che il sangue.
I raggi del sole illuminano per sempre meno ore di luce, la terra e le
ossa, che soffrono della scarsità di luce, devono essere sostenute. Sebbene
la natura sembri in letargo, è proprio adesso che il seme inizia il suo
sviluppo, in attesa di germogliare a primavera.
Un buon apporto di vitamina C è utile per proteggere la gola, vera porta
d'ingresso di tutti i mali invernali, e quindi è il momento di assumere
centrifugati tiepidi e minestroni. I succhi di verdure, grazie al loro
apporto di vitamine, aiutano a prevenire le infiammazioni: tutte le sere,
prima di coricarvi centrifugate sedano, carote, barbabietola e
prezzemolo, aggiungete un cucchiaio d'olio d'oliva e intiepidite
prima di bere.
Il gemmoderivato di Abete (Abies pectina) è da assumere
in 50 gocce due volte al giorno:è ideale in questo momento di carenza
di luce, che riduce la sintesi della vitamina D, fondamentale per i processi
rigenerativi delle ossa.
Nel caso freddo e vento vi arrossino gli occhi, bastano due gocce di
collirio di eufrasia e camomilla calmeranno il dolore
e riposeranno la vista affaticata dal computer.
Alla sera applicare due dischetti imbevuti di tè verde,
sulle palpebre chiuse, con effetto riposante (aiuta anche a prevenire
le zampe di gallina).
Per non appesantire troppo il sangue, a causa delle ripetute feste e
cene , tipici del periodo, consumare a cena, tre volte a settimana, un
ricco minestrone senza pasta, patate o legumi.
Se si teme un innalzamento del colesterolo, usare il macerato glicerico
di olivo.
Da evitare invece frutta secca e riposini dopo pranzo, causa di gonfiore
addominale, pesantezza digestiva ed affaticamento.
Al bando anche il caffè al risveglio e il pane bianco, che predispone
alle intolleranze alimentari. Il caffè al mattino interrompe la fase depurativa
del risveglio, meglio optare per un caffè d'orzo o tè bancha,
ottimi rimineralizzanti.
Il mese di Dicembre non deve servire ad imprigrirsi ma a far circolare
l'energia, altrimenti si rischiano ritenzione idrica, sovrappeso e stanchezza
cronica. Evitare quindi la pennichella dopo pranzo e fare moderata
attività fisica almeno tre volte alla settimana. Meglio concedersi
una passeggiata rilassante, per favorire la digestione e la buona assimilazione
del pasto.
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